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Il trasporto ferroviario: Quattroccolo, ci si dovrà concentrare anche su sviluppo modelli operativi di tipo commerciale

(FERPRESS) – Roma, 12 GEN – Cosa succederà nel settore nel 2018. Quali saranno gli impegni delle aziende di costruzione, delle imprese ferroviarie e dei gestori del TPL, ci sarà il salto di qualità nella Mobilità dolce, le tecnologie di bigliettazione e infomobilità si muoveranno verso una nuova fase fatta di convergenza? Domande che Ferpress ha rivolto a operatori, esperti, stakeholder che ci seguono giornalmente. Una raccolta completa delle risposte sarà pubblicata in un numero di MobilityMagazine a fine mese.

Di seguito l’intervista a Fulvio Quattroccolo (intermodale24-rail):

D: 2018: si è aperto un anno importante per il settore, che deve ottenere i migliori risultati possibili dopo l’iniezione di fiducia che ha trasformato la “cura del ferro” da slogan a progetto per il Paese. Ci sono consistenti investimenti sia in infrastruttura che per il rinnovo del materiale rotabile. Dal suo punto di osservazione, cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi?

R: L’anno che si è appena concluso è stato definito l’anno della svolta per la ferrovia, ed è senz’altro così. Attraverso il portale web intermodale24-rail e l’attività di consulenza collegata ho registrato un aumento molto significativo di interesse per l’opzione ferroviaria da parte sia di trasportatori che del mondo della produzione. Lo slogan della “cura del ferro” è riuscito a far passare il progetto politico del ministro Delrio fuori dalla cerchia degli addetti per raggiungere l’informazione generalista.

A questo punto, da un lato possiamo essere molto soddisfatti dell’avvio dei programmi di investimento che entro due-tre anni, grazie al Contratto di Programma fra Stato e Rete Ferroviaria Italiana, porteranno l’infrastruttura ferroviaria nazionale al livello di efficienza che è necessario per competere con le altre modalità di trasporto. Anche se, va detto, sono rimasti indietro elementi importanti per il funzionamento del sistema, come i terminali di carico e scarico, che sono ormai pochi e prossimi alla saturazione, e che cominciano ad essere un fattore critico nel progetto di nuovi servizi, o come le questioni aperte sulle regole e norme, di cui altri hanno parlato in interventi precedenti.

Da un altro lato, ci troviamo invece a fare i conti con una serie di aspettative che il mercato sta manifestando e alle quali il settore della logistica ferroviaria quasi non è sufficientemente attrezzato per rispondere. Accanto al miglioramento tecnico delle linee e dei rotabili, credo che ci si dovrà concentrare nei prossimi mesi sullo sviluppo dei modelli operativi di tipo commerciale, rinnovando anche profondamente il rapporto con il cliente in termini di facilità di accesso, velocità nella risposta, flessibilità, tracciabilità, articolazione dei costi.

Inoltre, sono convinto che per estendere in modo davvero incisivo il processo di shift modale dalla strada, oltre a operare in modo collaborativo con l’autotrasporto, sia necessario costruire le condizioni per consolidare i flussi di traffico, riunendo i volumi “piccoli” come il camion completo (FTL) per ottenere le masse sufficienti a riempire treni che potranno essere fatti circolare in modo efficiente e quindi economicamente vantaggioso: non solo nel segmento del traffico combinato (containers e semirimorchi) ma anche in quello del traffico ferroviario diffuso a carro singolo o gruppi di carri.

D: Quanto potrà influire il clima elettorale ed il senso diffuso di incertezza sulla possibilità di ritrovare un Governo stabile?

R: La discussione politica basata su toni da campagna elettorale è purtroppo una costante di questo Paese.

In questi mesi la situazione sembra ancora più confusa a causa della presenza di fattori di irrazionalità diffusa che fanno passare in secondo piano i veri problemi che dovrebbero essere risolti per uscire dalla crisi sociale che si è avvitata negli ultimi anni.

Nell’attuale fase di fermento che sta vivendo il settore della ferrovia, ci sarebbe bisogno di una continuità di intenti per completare i programmi avviati e portare a maturazione i benefici di un sistema logistico equilibrato per l’intera economia del Paese e il benessere dei cittadini. Sarà possibile? Possiamo solo per ora augurarci di poter trovare ancora degli interlocutori preparati sulla materia e soprattutto capaci di ascoltare.

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Pubblicato da RED il: 12/1/2018 h 13:36   -   Riproduzione riservata 
 

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