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Recovery Found: i 557 progetti presentati dall’Italia. Per i trasporti si va da sviluppo ERTMS a Torino-Lione fino al piano delle ciclovie

(FERPRESS) – Roma, 14 SET – Con l’emergenza del Coronavirus, l’Europa ha iniziato a domandarsi cos’è il Recovery Fund e come funziona. L’UE ha infatti compreso la necessità di adottare soluzioni condivise per il recupero economico dopo il look down blocco ed è proprio in questo contesto che ha trovato terreno fertile la nascita del fondo.

Il Consiglio europeo di luglio ha elaborato un piano da 750 miliardi di euro così suddivisi:

390 miliardi di sovvenzioni.
360 miliardi di prestiti.

I soldi saranno reperiti grazie all’emissione di debito garantito dall’UE e arriveranno nel primo trimestre del 2021.

In queste ore è stato pubblicato l’elenco dei 557 progetti che verranno scelti per ottenere i soldi del Recovery Fund destinati all’Italia

Il crono programma prevede che entro il prossimo 15 ottobre il Governo italiano presenti alla Commissione Europea gli obiettivi strategici e le linee guida; entro gennaio l’esecutivo presenterà la lista dettagliata dei progetti da finanziare con le risorse del Recovery fund  per l’esame finale di Bruxelles ed entro la primavera 2021 è prevista infine l’erogazione dell’anticipo del 10% sui progetti ammessi.

I progetti presentati dal MIT riguardano:

  • lo sviluppo tecnologico per aumentare le capacità e le prestazioni del sistema ferroviario (ERTMS e sistemi innovativi) con l’obiettivo del raggiungimento dell’interoperabilità ferroviaria; l’adeguamento ad obblighi / standard europei; il miglioramento della regolarità della circolazione ferroviaria; l’efficientamento produttivo; l’accrescimento del know how tecnologico;
  • la Torino – Lione e opere connesse per creare un collegamento ferroviario merci e passeggeri efficiente tra l’Italia e al Francia lungo il corridoio Mediterraneo delle rete TEN-T;
  • il potenziamento della Venezia – Trieste e opere connesse per migliorare le prestazioni del tracciato ferroviario; eliminare le criticità esistenti (raggi delle curve, passaggi a livello); innalzare la velocità della linea ferroviaria fino a 200 km/h; adeguare la linea a modulo 750 m; recuperare fino a 30’ sugli attuali tempi di viaggio tra Venezia Mestre e Trieste (1h 35’ circa); aumentare la capacità di linea da 7 treni/h a 10 treni/h; migliorare le prestazioni in termini di regolarità del servizio;
  • la Palermo-Catania-Messina: il progetto consentirà: la riduzione dei tempi di viaggio tra Palermo e Catania con un tempo di percorrenza stimato in circa 1h 45’; l’incremento della capacità e delle prestazioni (la nuova infrastruttura sarà adeguata alle Specifiche Tecniche per l’Interoperabilità ferroviaria); il miglioramento dell’accessibilità;
  • la Verona – Brennero tratta di valico per incrementare la capacità della linea ferroviaria con obiettivo di arrivare a 400 treni/giorno in transito al Brennero, a completamento dell’intero progetto compreso il quadruplicamento Fortezza – Verona; aumentare le prestazioni del traffico merci; gestire in modo più efficiente il traffico transfrontaliero Italia – Austria grazie al nuovo assetto infrastrutturale e ridurre i tempi di viaggio per i treni viaggiatori;
  • Interventi stradali assistiti da fondi FSC per il completamento di 8 interventi di adeguamenti stradali e realizzazione di tratti stradali in nuova sede che sono ad oggi avviati in quanto già finanziati, con valorizzazione delle attività di indagine, progettuali,ecc, ad oggi svolte o cui corrispondono impegni già assunti;
  • Livelli adeguati di dotazioni strumentali per la navigazione locale con l’obiettivo di rinnovo del 20% della flotta di navigazione di continuità territoriale con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale (elettrici, metano, idrogeno) sull’intero territorio nazionale ( in base a mix traghetti – mezzi veloci scelto);
  • Piano Nazionale delle Ciclovie: per sviluppare la mobilità ciclistica, sia con riferimento all’ambito turistico che a quello urbano, individuando, quale strumento di programmazione delle risorse, il Piano Generale della Mobilità Ciclistica, attualmente in avanzato stato di formazione, e prevedendo i “Biciplan”, ovvero i Piani Urbani della Mobilità Ciclistica, da parte dei singoli Enti locali;
  • la riduzione del gap strutturale e tecnologico nel settore del Trasporto ferroviario regionale (su infrastruttura secondaria) nell’ambito del contesto nazionale (Nord-Centro vs.Sud o Italia vs. Europa);
  • il potenziamento tecnologico e digitalizzazione (Smart Road) – Adeguamento della rete stradale SNIT 1° livello alle specifiche funzionali che ha come obiettivi strategici: a) migliorare in modo sostanziale efficienza, sicurezza e qualità della rete stradale primaria, b) utilizzare le tecnologiedell’informatica e della comunicazione (“Sistemi Intelligenti di Trasporto”) per realizzare un salto di qualità della rete stradale primaria, c) realizzare nuovi servizi digitali orientati all’efficienza (transizione verde e digitale), d) preparare la rete stradale primaria allatransizione dei veicoli stradali verso i veicoli connessi e automatizzati. Come obiettivi operativi quello di adeguare la rete stradale primaria (SNIT livello1 ) alle specifiche funzionali stabilite dal decreto Smart Road;
  • interventi fondo salva opere

Sempre in tema di trasporti, ci sono alcuni progetti proposti dal MISE:

  • TECH HUB FOR METROPOLITAN CITIZEN per pianificare uno sviluppo economico sostenibile e innovatore che possa fare interagire il mondo virtuale dei servizi mobili, di internet delle cose, dei socialnetwork con le infrastrutture fisiche di edifici intelligenti, utilities intelligenti (elettricità, riscaldamento, acqua, rifiuti, trasporto) e infrastrutture di comunicazione, da un lato, e i servizi collettivi territoriali dall’altro (trasporti e mobilità, sicurezza pubblica e gestione deirischi, servizi per la salute, altri servizi per cittadini e imprese

Consulta l’Elenco progetti

 


Pubblicato da GR il: 14/9/2020 h 15:22   -   Riproduzione riservata 
 

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