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Progetto pilota della Polizia dei trasporti FFS: più protezione con le bodycam

(FERPRESS) – Roma, 20 MAR – Nella prima metà del 2017, a Zurigo e a Losanna la Polizia dei trasporti FFS (TPO) testerà luso delle bodycam, delle microcamere da applicare sulle divise dei poliziotti. Lobiettivo è aumentare la protezione degli agenti della Polizia dei trasporti; al contempo, i filmati potranno essere usati anche come prove. L’incaricato federale della protezione dei dati (IFPD) ha dato il via libera alla fase di test.

La Polizia dei trasporti delle FFS (TPO) provvede a garantire ordine e sicurezza nelle stazioni svizzere e sui mezzi pubblici di diverse imprese di trasporto del Paese. A tale scopo lavora a stretto contatto con i corpi di polizia e con le autorità competenti di Cantoni e città. In questo contesto, la TPO ha deciso di avviare un progetto pilota sulluso delle bodycam, parallelamente alla polizia di Zurigo. Per garantire una copertura nazionale, dal 20 marzo 2017 nei punti dappoggio di Zurigo e Losanna saranno testate due microcamere per sede.

Gli agenti della Polizia dei trasporti dotati di una bodycam dovranno essere riconoscibili dai clienti grazie a unapposita scritta sulla divisa e gli interlocutori dovranno essere consapevoli della registrazione in corso. Gli agenti della Polizia dei trasporti useranno la bodycam a propria discrezione, in via prioritaria per la protezione personale e, alloccorrenza, anche per la raccolta di prove.

Il test di 30 settimane, svolto con telecamere duso commerciale, sarà seguito anche sotto il profilo scientifico. Al termine della fase pilota, la TPO dovrà presentare un rapporto di valutazione allIFPD.

Negli ultimi anni, il livello di sicurezza nelle stazioni è rimasto praticamente invariato. I passeggeri si sentono tuttora sicuri. Tuttavia, negli anni passati si è assistito a ripetuti attacchi e accuse ingiustificate nei confronti degli agenti della Polizia dei trasporti, del personale dei treni, dei collaboratori FFS e di altri organi di sicurezza dei trasporti pubblici. Il test mira a capire se luso della bodycam possa effettivamente ridurre gli attacchi ai danni dei collaboratori.

Da anni ormai le FFS fanno riferimento alla strategia «prevenzione-dissuasione-repressione». Nellambito della prevenzione, le FFS portano avanti il programma RailFair «Prevenire attraverso la mediazione e lappianamento dei conflitti». La dissuasione è invece ottenuta con la presenza di agenti in uniforme e, sotto il profilo tecnico, con la videosorveglianza. La Polizia dei trasporti FFS costituisce infine lo strumento di repressione. Le forze professionali intervengono in caso di reati e prov-vedono ad avviare il procedimento legale richiesto.


Pubblicato da COM il: 20/3/2017 h 16:59   -   Riproduzione riservata 
 

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