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Gli editoriali di Ferpress. Project review: non solo la Tav To-Lione, i progetti da rivedere sono tanti

(FERPRESS) – Roma, 4 LUG – L’Italia si conferma sempre più uno strano paese, dove anche il conseguimento dei risultati più positivi vengono – chissà perché – buttati, come si dice, in caciara. La “project review” della Tav Torino-Lione porterà ad  un “taglio” di circa 84 chilometri di binari inizialmente previsti e ad un risparmio di circa 2,6 miliardi di euro.
La notizia potrebbe essere commentata in molti modi, ma partendo in ogni caso dal riconoscimento che c’è una struttura, presso il Ministero dei Trasporti, che ha lavorato a lungo alla revisione di un progetto con l’unico obiettivo di verificarne effettivamente le necessità, il rapporto costi-benefici e via via dicendo. Sarebbe piuttosto interessante, in queste occasioni, rifare la storia di quei progetti, e perché in precedenza è stata scelta una strada diversa, che certamente non era campata in aria, ma rispondeva alle solite ragioni di “approfittare” della grande opera  per realizzare una serie di infrastrutture sovradimensionate, ma che accontentavano le spinte e le pressioni di territori o ambienti interessati.

Se l’informazione fosse più attenta ad approfondire i problemi e a non inseguire solo le polemiche, si potrebbe discutere anche pubblicamente di certe deviazioni che – ad oculo – disegnano traiettorie che non trovano giustificazioni sulla carta. Per uscir fuori di metafora, bisognerebbe pur ricordare il coro di polemiche che si è alzato solo all’accenno alla possibilità che – con lo Sblocca Italia – si intervenisse d’autorità a correggere il tracciato dell’Alta Capacità Napoli-Bari, mettendo in discussione la famosa stazione Hirpinia a Grottaminarda e il progetto dell’ennesimo centro logistico che dovrebbe sorgere in una zona non propriamente al centro di imponenti flussi di traffico.

La “revisione dei progetti” va salutata con grandissimo favore, perché in troppi progetti si potrebbe rintracciare il “fumus” di un overdesign dei bei tempi che furono: sempre parlando con la saggezza del profano, ci sarebbe da chiedersi se servono davvero due binari sull’ipotetico nuovo ponte di Messina, visto che le moderne tecnologie consentono istradamenti di convogli a distanza di pochissimi secondi e in condizioni di assoluta sicurezza. Ma questi o altri sono solo alcuni esempi (dettati, ripetiamo, da un buonsenso tipo casalinga di Voghera) di quali siano i possibili risultati di una seria project review su progetti spesso costruiti decine e decine di anni fa e, dall’altro lato, quale dovrebbe essere l’ampiezza del consenso che dovrebbe accompagnare l’opera di revisione. Senza buttarla in caciara, ma lavorando sulle carte, sugli studi, sui dati concreti.


Pubblicato da AD il: 4/7/2016 h 16:52   -   Riproduzione riservata 
 

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