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Gli editoriali di Ferpress. Per Ferrovie Sud Est si avvicina la resa dei conti

(FERPRESS) – Roma, 18 LUG – Le Ferrovie Sud Est sono un esempio da manuale della “disattenzione” (ovviamente, il termine è solo un gentile eufemismo) con cui la “grande stampa”, l’opinione pubblica e le istituzioni ai più vari livelli hanno seguito le vicende delle ferrovie regionali o ex concesse, i cui temi trovano ora largo spazio in editoriali e commenti vergati dalle più grandi firme. L’incidente ha purtroppo coinvolto un’altra delle aziende pugliesi, la Ferrotramviaria, finita ora nel mirino e cui si addossano anche responsabilità che – probabilmente – non fanno capo all’azienda, o perlomeno non esclusivamente all’azienda.

Le Ferrovie Sud Est sono, invece, colpevoli di una mala gestione di cui ci si dovrebbe essere accorti da tempo. Un libro edito da Edisud e distribuito insieme a La Gazzetta del Mezzogiorno (“Niente treni la domenica”, autori due giovani giornalisti del quotidiano, Giovanni Longo e Massimo Scagliarini), ricostruisce con estrema precisione la storia (quasi ventennale) dell’amministrazione (o, per meglio dire, della disamministrazione) della società e la fitta trama di connivenze, disattenzioni o a volte esplicite complicità che ha condotto agli esiti oggi finiti anche sotto la lente della magistratura. Il libro, purtroppo, ha una diffusione quasi esclusivamente regionale, ma nonostante ciò il consiglio è di cercarlo, comprarlo (costa, oltretutto, solo 5 euro) e – ovviamente – leggerlo: tra parentesi, è scritto anche molto bene, e la lettura (al di là di ogni altra considerazione e dell’effetto delle notizie riportate) risulta alla fine più appassionante di un romanzo.

Mai come in questo caso c’è da attendersi che la giustizia faccia il suo corso e, soprattutto, faccia in fretta a celebrare i processi, perché le carte che sono state messe a disposizione dei magistrati parlano da sole (alcune, nella documentazione originale, sono pubblicate anche sul libro). Nel frattempo, consola la determinazione del ministro Delrio (che, non a caso, ha partecipato a Polignano alla presentazione del libro) che ha già annunciato un’azione di responsabilità verso i precedenti amministratori, e anche le notizie dell’ultima ora che vogliono l’ex amministratore unico di FSE rinviato a giudizio per false fatturazioni e una serie di reati fiscali. Se la giustizia italiana adotterà solo un decimo della severità usata contro Leo Messi, è ipotizzabile che si possa arrivare a risultati finanche più penalizzanti della giustizia ordinaria, su cui c’è poco da contare visti i tempi con cui opera. Sarebbe anche una bella lezione per la serie di amministratori disinvolti che amministrano le aziende pubbliche (o private o semiprivate) con la quasi certezza di farla franca, se non di vedere spezzate le loro più o meno brillanti carriere, mentre invece è alla cassa che bisogna puntare. O a mettere la mano al portafoglio dobbiamo essere solo noi cittadini ed utenti?


Pubblicato da AD il: 18/7/2016 h 16:36   -   Riproduzione riservata 
 

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