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Eurispes: presentato il Rapporto Italia 2021. I dati del settore infrastrutture

(FERPRESS) – Roma, 13 MAG – Il divario infrastrutturale italiano fa perdere al Paese circa 70 miliardi di euro l’anno per mancate esportazioni (circa il 4% del Pil) (dati SACE).
Secondo l’indice Lpi (Logistic Perfomance Index) sviluppato dalla Banca Mondiale per misurare l’efficienza logistica di un paese, l’Italia si colloca 19esima, 12esima tra i paesi dell’Unione europea. Sono alcuni dei dati presenti nel Rapporto Italia 2021 di Eurispes.

Trasporti stradali. Circa il 70% dei beni (calcolati per tonnellata al chilometro) che si muove all’interno dell’Ue viene trasportato su gomma, mentre circa l’80% della popolazione europea (e l’86% di quella italiana) utilizza il trasporto su strada per i propri spostamenti (Eurostat). Al 31 dicembre 2018, l’estensione della rete stradale italiana era così ripartita: 6.966 Km di autostrade, 23.335 Km di strade di interesse nazionale, 135.691 Km di strade regionali e provinciali e 69.098 Km di strade gestite dai comuni capoluogo di provincia. L’Italia settentrionale possiede una
maggior dotazione di autostrade sia in relazione alla popolazione residente (1,31 Km ogni 10.000 abitanti; 0,99 Km al Centro e 1,05 al Sud), sia rispetto alla superfice (3,0 Km ogni 100 Km quadri; 2,03 al
Centro e 1,75 al Sud), sia rispetto alle vetture circolanti (1,9 Km ogni 10.000 autovetture; 1,47 al Centro e 1,64 al Sud).

Il Sud risulta essere l’area del Paese maggiormente dotata di strade provinciali e regionali con 43,46 chilometri di strade su 10.000 autovetture circolanti contro i 27,83 del Nord. Le maggiori differenze tra Nord e Sud emergono in relazione alla qualità delle infrastrutture e all’accessibilità alle stesse. La dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno dal 1990 ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata mentre è aumentata di oltre l’1% annuo in Germania e del 5% l’anno in Spagna. Inoltre il Mezzogiorno presenta i peggiori livelli di accessibilità alla rete stradale d’Europa: se l’indice medio di accessibilità europeo è 100, Basilicata e Calabria hanno valori inferiori a 30, Sicilia e Sardegna si situano in fondo alla classifica con valori pari a 18,4 e 6,5; l’unica regione del Sud che si avvicina alle medie europee è la Campania con poco meno di 90, dato che resta lontano dal valore di 138 della Lombardia (Eurostat).

Il sistema ferroviario. Al Nord sono presenti 63 Km di linee ferroviarie ogni mille Km² di superfice, dato che scende a 45 Km al Sud. In termini assoluti sono presenti nel nostro Paese 20.436 Km di infrastruttura ferroviaria, 16.781 Km sono gestiti direttamente da Rete ferroviaria italiana mentre 3.181 Km da altri soggetti (ANCE). L’alta velocità, con
l’eccezione della Campania, è completamente assente al Sud.

Il sistema aeroportuale. In Italia si contano 39 aeroporti di interesse nazionale (ENAC); di questi, 14 sono al Nord, 8 al Centro e 17 al Sud.
Analizzando i movimenti negli aeroporti italiani emerge come solamente tre dei primi dieci per numero totale di atterraggi e di decolli siano situati al Sud, Napoli (82.577 movimenti), Catania (75.070) e Palermo (54.243)
mentre le ultime tre posizioni sono occupate da Crotone (1.122), Taranto (1.010) e Foggia (693).

Il sistema portuale. In Italia ci sono 285 porti principali di cui 61 al Nord, 40 al Centro e 184 al Sud, mentre gli accosti totali sono 2.090 ripartiti in 638 attracchi al Nord, 449 al Centro e 1.003 al Sud. Nel 2019 i principali
porti italiani per migliaia di tonnellate di beni transitati sono stati quelli di Trieste e Genova cui seguono, con flussi inferiori anche della metà, i porti di Livorno, Cagliari, Goia Tauro e Ravenna (Assoporti). Messina è il primo
porto per transito di passeggeri con circa 12,5 milioni di persone; segue Napoli con 8,2 milioni, Civitavecchia con 4,5, Livorno e Genova con 3,5, Piombino, Olbia e Portoferraio con circa 3 milioni di passeggeri. Al Nord su 638 accosti, 204 sono dotati di binari collegati alla rete ferroviaria, 297 di binari che non sono collegati alla rete ferroviaria e 137 non possiedo alcun tipo di collegamento. Al Sud dei 1.003 accosti esistenti solo 24 attracchi sono dotati di binari collegati alla rete ferroviaria e 334 possiedono dei binari anche se non collegati.

Il sistema di trasporto pubblico locale. Tenendo presente che 6 italiani su 10 scelgono l’automobile per i propri spostamenti, il 57,9% dei viaggiatori che hanno usato il trasporto pubblico locale urbano nel 2018
è concentrato in tre regioni (Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna) mentre, per quanto riguarda il traffico extraurbano, le regioni in cui vi è stato il maggior numero di viaggiatori sono Lombardia, Veneto e Lazio che nel 2018 hanno costituito il 44,7% del totale. A fronte di una media nazionale di 75 autobus ogni 100mila abitanti, tra i 15 comuni capoluogo con una dotazione superiore ai 100 autobus per 100mila abitanti solamente due, Cagliari e L’Aquila, sono situati al Sud o nelle Isole. Al contrario 8 dei 10 comuni con meno di 20 autobus ogni 100mila abitanti (Ragusa, Caserta, Andria, Carbonia, Caltanissetta, Grosseto, Vibo Valentia, Aosta, Barletta e Siracusa) sono situati nel Mezzogiorno.

Il ruolo dell’alta velocità. Sebbene il costo medio di un chilometro, escludendo la costruzione di gallerie, sia di 25 milioni di euro, si può affermare che i benefici che i treni ad alta velocità portano al Sistema Paese superino di gran lunga i costi. Le principali criticità sono individuabili nella presenza di aeree urbane in cui i treni non possono
superare i 200 Km orari, e nel fatto che molte delle stazioni italiane non sono dotate di sistemi di scambio in grado di differenziare il traffico legato all’alta velocità da quello degli altri convogli. Si stima che le emissioni medie per passeggero con i treni ad alta velocità siano inferiori del 60% rispetto al trasporto stradale o aereo.

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Pubblicato da RED il: 13/5/2021 h 16:48   -   Riproduzione riservata 
 

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