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Bologna: Mazzanti nel question time dà chiarimenti sui mezzi del trasporto pubblico locale

(FERPRESS) – Bologna, 23 OTT – L’assessore di Bologna, Claudio Mazzanti, ha risposto, nel corso della seduta di Question Time, alle domande d’attualità delle consigliere Emily Marion Clancy (Coalizione civica) e Paola Francesca Scarano (Lega nord) sui mezzi del trasporto pubblico locale.

Questa la risposta dell’assessore Mazzanti:
“Orami questo argomento lo abbiamo più volte affrontato. L’Amministrazione comunale in questo senso è in prima linea anche in sede Anci con gli assessori alla Mobilità e le aziende di trasporto pubblico. Ricordo che il presidente delle aziende comunali e municipali e consorziali di trasporto è l’ex senatore della lega nord di Milano, basta legge le comunicazioni che ha fatto e le posizioni che ha assunto sulla stampa nazionale per capire uno dei temi che ha posto la consigliera Scarano rispetto al livello dei contagi sul trasporto pubblico e sulla capienza dei mezzi. A questo proposito voglio dire che l’azienda bolognese di trasporto pubblico e poche altre aziende hanno dato risposte, naturalmente non miracolistiche ma il massimo di quello che si poteva dare, e vorrei anche ricordare che storicamente, sopratutto da noi in Emilia-Romagna, il rapporto pubblico-privato è un rapporto consolidato e di collaborazione molto buono, tant’è vero che non abbiamo aspettato che ci venisse detto cosa bisognava fare ma lo abbiamo fatto ben prima che aprissero le scuole, nel periodo di maggio-giugno di quest’anno, poi ultimamente è venuta fuori una quota aggiuntiva con un ulteriore stanziamento di 300 milioni ripartito fra le varie regioni, e questo è il quadro generale.
Le domande delle due consigliere sono molto interessanti, rispondo rispetto alla questione degli autisti, tutte le città che hanno previsto le protezioni come prevede il decreto ministeriale, la porta davanti deve stare aperta ed utilizzata per far salire le persone anche se noi sappiamo che ci sono delle aziende che non hanno fatto questo e hanno tenuto chiusa la porta, ma se non rispettano le leggi dello Stato italiano non ce ne possiamo certo fare carico qui noi a Bologna.
Ringrazio le consigliere per la domande che mi danno modo di aggiornare temi già trattati nelle scorse settimane in merito alla situazione del servizio di trasporto pubblico. Oggi c’è stata una commissione, questa mattina, molto interessante. A tal riguardo, l’Amministrazione comunale e Tper sono coinvolti in maniera attiva ai tavoli permanenti di programmazione dei servizi, avviati già nel corso dell’estate in vista dell’avvio del servizio invernale di metà settembre coincidente con la riapertura delle scuole. Come ricorderà, inoltre, sempre da prima dell’avvio dell’anno scolastico, Comune di Bologna e Tper partecipano al tavolo per la sicurezza e l’odine pubblico presso la Prefettura.
Sul piano dei servizi, nel bacino di Bologna erano state istituite già oltre 240 corse supplementari inserite nelle tabelle orarie, in particolare per far fronte a esigenze di comfort e di migliore distribuzione dei carichi dell’utenza scolastica pendolare lavorativa. Il monitoraggio costante del servizio, operato quotidianamente da Tper, sia attraverso il telecontrollo delle corse, sia su strada tramite personale operativo, ha portato ad aggiungere altre corse laddove le esigenze lo richiedevano: ad oggi sono oltre 280 le corse aggiuntive giornaliere effettuate.
Il monitoraggio e l’interlocuzione con le scuole da parte di Tper (come recentemente ricordato da un preside di un importante istituto scolastico cittadino), insieme al coordinamento con l’Agenzia per la mobilità SRM e le Istituzioni, hanno fatto sì che la quasi totalità delle situazioni di criticità registrate nelle prime due settimane di scuola siano man mano calate fino a determinare, oggi, condizioni di servizio del tutto congrue anche nelle ore di punta.
Anche l’intervento congiunto di addetti Tper e Forze dell’Ordine nei principali nodi del servizio a presidio delle regolari condizioni di rispetto delle regole Covid ha contribuito a sensibilizzare l’utenza, giovane ma non solo, al corretto utilizzo dei servizi come previsto dalle norme igienico-sanitarie. Vorrei a questo proposito aggiungere come il “metodo Bologna-Ferrara” sia stato interamente recepito dall’ultimo decreto ministeriale.
Oggi, sull’intero servizio Tper, il livello di riempimento dei bus si attesta in media tra il 50% e il 65% rispetto alle condizioni di carico pre-Covid, con parametri che ampiamente rientrano nella capienza attualmente consentita a livello nazionale per il trasporto pubblico locale (pari all’80% del limite indicato nella carta di circolazione di ogni bus). Si tratta di un parametro fissato dalle norme in vigore dal 7 settembre, in ragione dell’azione di sanificazione quotidiana dei mezzi e del ricambio d’aria assicurato dagli impianti di aerazione, unitamente ad un corretto uso della mascherina da parte degli utenti per tutta la durata del viaggio.
A fronte di questi dati e considerazioni – in relazione alla domanda della consigliera Clancy sui possibili riflessi, a livello cittadino, dell’offerta di nuovi mezzi da parte della Regione – va considerato che si tratterà di tipologie di pullman – di ditte private che in prevalenza svolgono servizi turistici – idonei al trasporto pubblico extraurbano e non a quello urbano. Potrà, pertanto, andare a incidere positivamente sui collegamenti tra l’hinterland e il capoluogo, a beneficio di pendolari e city user: su questo piano, potrà certamente avere riflessi positivi in ottica metropolitana. Tenete conto che delle ditte facenti parte del consorzio che opera storicamente, quindi privati e pubblici, tutti i mezzi anche quelli per le gite turistiche, tutti i mezzi venivano già utilizzati. Qui c’è gente che opera fuori dai nostri ambiti e che probabilmente si sono offerti.
Tra le altre azioni messe in atto per favorire spostamenti più confortevoli a tutti, un aiuto supplementare potrà venire anche dalla tecnologia applicata ai sistemi di infomobilità: è notizia di ieri che a partire dall’inizio di novembre, per l’utente del servizio Tper sarà possibile conoscere il livello indicativo di riempimento dell’autobus in arrivo alla fermata, consultando in modo semplice ed intuitivo l’app Roger, già disponibile gratuitamente per ogni smartphone.
Il servizio partirà progressivamente, per consentire aggiornamenti software e calibrazioni dei dati, sino ad arrivare a fornire indicazioni sull’intera flotta Tper. Da inizio novembre verranno monitorati circa 350 mezzi urbani di Bologna; entro la fine del mese di novembre si arriverà alla completa copertura del servizio urbano bolognese. A partire da dicembre l’app funzionerà anche sul servizio urbano di Imola e con il nuovo anno, si arriverà a registrare e fornire anche i dati del servizio extraurbano.
Vorrei far notare che, non a caso si è partiti dalle linee urbane, non solo perché sono i collegamenti su cui viaggia il maggior numero di utenti, ma anche perché le condizioni di carico possono essere meno determinabili, quindi più variabili di giorno in giorno. Al tempo stesso, si tratta di linee con frequenze più ravvicinate- alcune delle quali nelle ore di punta con corse anche ogni 3-4 minuti – quindi l’indicazione utile a conoscere il grado di affollamento di un bus in arrivo può far decidere se attendere la successiva corsa, perdendo certamente qualche minuto, ma assicurando a se stessi e agli altri un viaggio migliore, distribuendo i carichi.
Il sistema, peraltro, utilizza dati ‘real time’ che sono un patrimonio di conoscenza utilizzabile anche oltre l’emergenza Covid per migliorare i servizi di trasporto adeguandoli sempre di più all’effettiva domanda.
Per rispondere, infine, anche alla domanda della consigliera Scarano, le misure di servizio prese da Tper sono state rappresentate, nelle varie fasi dell’emergenza pandemica ai tavoli istituzionali e al tavolo su sicurezza e ordine pubblico della Prefettura. I protocolli adottati dall’azienda, a quel che risulta, sono stati sempre rappresentati anche nei tavoli sindacali che sono attivi dall’inizio della pandemia, nel rispetto dell’attenzione ai dipendenti, seguendo le diverse evoluzioni normative. Per la massima tutela dei lavoratori le misure rispondono pienamente a quanto previsto dalle norme in vigore dal DPCM e rispettano le necessarie condizioni indicate dall’autorità tecnico-scientifica, sia per l’utenza che per il personale, come già evidenziato la settimana scorsa in risposta ad un’altra domanda di attualità relativa all’utilizzo delle porte. La porta anteriore, lo ribadisco, viene mantenuta chiusa solo nei limitati casi di bus ancora non provvisti degli appositi separatori del posto di guida, mentre negli altri è attualmente aperta durante il servizio, in ossequio alle disposizioni di igiene e profilassi che prevedono la migliore regolazione del flusso dei passeggeri in entrata e uscita, nonché come elemento che va utilmente ad aggiungersi ai già verificati sistemi di aerazione esistenti sui mezzi che consentono un ricambio totale dell’aria ogni 3 minuti circa.
Quanto al supposto rischio di contagio, al di là di comprensibili timori legati alla situazione epidemiologica, non esistono evidenze di contagi e focolai sui mezzi; è riconosciuto, invece, che per il settore trasporti esistono precisi protocolli, come accade in altri settori, ad esempio nelle scuole; la pratica di questo ultimo mese dimostra che l’utilizzo mascherina è ormai diffuso sui mezzi in modo pressoché totale, a differenza di altri ambiti in cui il mancato utilizzo della mascherina in spazi ravvicinati non è così avvertito e stigmatizzato.
Indagini scientifiche sulle evidenze di rischio del contagio non sono in capo alle Aziende di trasporti, ma alle competenti autorità sanitarie; peraltro, su questo versante, diversi studi internazionali dimostrano che il trasporto pubblico non è fra i settori a maggiore rischio. Ciò risulta da indagini svolte da autorevoli istituzioni scientifiche internazionali che confermano che il trasporto pubblico, effettuato nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (corretto uso della mascherina, sanificazioni e adeguata areazione), risulta tra gli ambienti più sicuri in termini di rischio di contagio rispetto ad altre situazioni pubbliche o private. Un inciso, in tutta Europa, nord e sud Europa non si è mai applicato il distanziamento e la riduzione delle persone trasportate”.


Pubblicato da COM il: 23/10/2020 h 14:21   -   Riproduzione riservata 
 

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