(FERPRESS) – Roma, 2 AGO – “La transazione con il costruttore della nuova sede dell’Eur; quella con una società fornitrice di parti di ricambio e attività manutentive; la chiusura dell’operazione finanziaria denominata Cross border lease, in conseguenza della quale il Consiglio di Amministrazione ha chiesto all’Azionista di promuovere azione di responsabilità nei confronti degli amministratori in carica nel 2003. Queste le operazioni di maggior impatto economico-finanziario affrontate dall’attuale gestione dell’azienda di trasporti capitolina, relative a precedenti gestioni di Atac ed evidenziate nella relazione del Collegio dei Sindaci. Queste sole tre operazioni hanno consentito un risparmio quantificabile in oltre 50 milioni di euro”, lo riferisce un comunicato di Atac.
Il comunicato prosegue soffermandosi sulle tre operazioni. In particolare con la rinegoziazione (svoltasi nel giugno 2011) del contratto di acquisto stipulato il 31 luglio 2009 per la nuova sede del Palazzo della Mobilità nella zona Eur-Castellaccio, Atac ha ottenuto nove milioni di risparmi e una sede attrezzata con tutte le dotazioni tecniche non previste nel contratto iniziale di compravendita stipulato nel 2009. Atac, inoltre, potrà anche decidere di non comprare il palazzo e in questo caso l’anticipo versato in sede di stipula del contratto, pari a 20 milioni di euro, verrà considerato canone di locazione con una eventuale durata di nove anni più nove, al canone annuo di circa 8 milioni di euro, calcolato sulla base di un rendimento del 7 per cento lordo sul valore dell’immobile, quindi del tutto in linea con i prezzi di mercato.Questo significa, che, in virtù dei 20 milioni già versati, Atac avrà il diritto di occupare gratuitamente la nuova sede fino a totale recupero di tale somma.
Nel caso Atac, al contrario, decida eventualmente di acquistare la nuova sede, potrà godere di uno sconto di 4,3 milioni di euro sul prezzo fissato nel 2009, per un totale quindi di 114 milioni di euro a fronte dei 118,3 pattuiti a suo tempo. Il prezzo al metro quadro è di 4.653 euro, quindi anche in questo caso del tutto in linea con i valori di mercato. Ovviamente, i 20 milioni versati come anticipo verranno detratti dal prezzo complessivo da versare, che sarebbe quindi di 94 milioni.
Atac, come corrispettivo, potrà anche proporre una permuta al venditore.
Oltre al risparmio di 4,3 milioni ottenuto sul prezzo iniziale grazie alla rivisitazione del contratto, Atac è riuscita a ottenere dal venditore maggiori dotazioni tecniche, per un valore di oltre 5 milioni di euro, che fanno della sede del Castellaccio una struttura all’avanguardia nel settore degli immobili da ufficio. Tali dotazioni non erano inizialmente comprese negli accordi.
L’accorpamento del personale Atac nel Palazzo della Mobilità dell’Eur, inoltre, segue all’esigenza di razionalizzare la logistica di sede. Con l’apertura del palazzo della Mobilità sarà possibile risparmiare ulteriori oltre 2 milioni di euro, ossia la cifra che adesso paga Atac per la locazione degli uffici in via Silone, oltre a liberare la sede di via Prenestina, che ben si presterebbe a una possibile valorizzazione.
A proposito della transazione con ZF Drive Line, l’azienda fornitrice di pezzi di ricambio e attività di manutenzione sugli autobus, la regolarizzazione di partite contabili relative a numerosi anni di attività (in parte risalenti al periodo ante-fusione, ossia prima del 2010), con un risparmio complessivo di circa 3 milioni di euro.
A proposito del Cross Border Lease, il comunicato Atac ricorda che nel corso del 2011 il management ha preso atto che al momento della stipula del contratto, nel 2003, non erano state considerate clausole di garanzie che, decadute poi nel 2008, avrebbero dovuto essere rinnovate annualmente con un costo imprevisto che avrebbe annullato e forse superato gli stessi benefici economici attesi dal prodotto finanziario. Di conseguenza, il management ha deciso di chiedere al CdA di valutare la chiusura anticipata dell’operazione.
Il CdA ha pertanto deciso di affidare a consulenti terzi di caratura internazionale (Commezbank e Sherman & Sterling) la valutazione dei rischi economici, finanziari e legali che l’azienda avrebbe corso, o proseguendo nel dettato contrattuale, ovvero, in alternativa, estinguendo il contratto. La seconda ipotesi è parsa la più conveniente, e Atac ha quindi proceduto alla chiusura definitiva dell’operazione con una perdita complessiva di 23 milioni di euro che fronteggia, però, un potenziale esborso di 60 di milioni di euro che l’Azienda avrebbe dovuto subire qualora l’operazione fosse proseguita, con la sottoscrizione delle garanzie non ben valutate in origine, fino alla scadenza naturale del rapporto che avrebbe avuto termine nel 2052.
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