(FERPRESS) – Milano, 11 GIU –“La politica non deve entrare nella gestione, ma non può far finta di nulla riguardo a livello e qualità dei servizi”. E’ quanto ha affermato il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, Guido Improta, a conclusione del convegno ‘Lo sviluppo del trasporto pubblico locale – Il ruolo dell’autorità di regolazione dei trasporti’, tenutosi all’Università Bocconi di Milano e organizzato dal CERTeT, Centro di Economia Regionale, Trasporti e Turismo diretto da Lanfranco Senn e da Federmobilità.
Il sottosegretario Improta ha replicato a chi osservava che “la politica non deve entrare nella gestione”, ma si rivolgeva polemicamente anche all’amministratore delegato del Gruppo Fs: secondo Improta, c’è un “gap incredibile” tra le percezioni del livello del servizio che ha l’ad di Fs e la realtà da lui sperimentata “nello spendere l’80 per cento del tempo a rispondere alle lamentele sul servizio ferroviario”, che è un compito che comunque spetta alla politica.Improta ha anche sostenuto che la nuova Authority avrà tra i suoi compiti quello di “disboscare” i molti organismi che esistono nel settore, snellire la burocrazia, razionalizzare la disponibilità e l’erogazione dei fondi. Il sottosegretario si è chiesto perché non unificare i contributi che lo Stato versa sia per garantire i servizi universali sulla lunga distanza che alle Regioni per sostenere il trasporto pubblico locale e perché le procedure burocratiche del suo ministero non consentano neanche la possibilità di verificare il destino finale delle risorse.
Il sottosegretario ha poi sottolineato l’esigenza che l’Authority acceleri il processo di liberalizzazione nel trasporto pubblico locale, perché “troppo spesso regolatore e regolato si sono identificati”. Secondo Improta, va razionalizzata una situazione in cui esistono oltre 1.200 imprese che operano nel TPL, di cui oltre la metà risulta avere meno di dieci dipendenti.
Secondo Improta, i compiti della nuova Authority sono così impegnativi da rendere credibile che non si riesca a rispettare l’impegnativo calendario che fissa al 31 dicembre di quest’anno l’attuazione dei vari processi di liberalizzazione; questo non vuol dire però – ha sottolineato – “accettare la logica del rinvio perenne, ma concedere il tempo necessario per un crono programma di attuazione che l’Authority si deve dare e che dovrà rispettare”.
Sui tempi e sulla complessità del lavoro che attende la nuova Autorità dei Trasporti è intervenuto anche Fabio Croccolo, Direttore dell’Ufficio Regolazione Ferroviaria. Secondo Croccolo la materia ferroviaria è molto complessa e ha bisogno di attente analisi, confronti svolti e allargati anche al livello internazionale e, infine, equilibrio nelle decisioni per compensare tra due esigenze contrapposte spesso entrambe legittime; la nuova Authority è guidata da persone di grande competenza e questo è di buon auspicio per il suo lavoro, anche se i tempi che ha davanti il nuovo organismo “sono strettissimi”.
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