(FERPRESS) – Roma, 4 GIU – Con l’approvazione della relazione della coordinatrice Deborah Serracchiani, è stato compiuto a Bruxelles un ulteriore passo avanti nel Parlamento europeo verso la creazione di un “mercato unico ferroviario” e di una rete di authority nazionali indipendenti.
La Commissione Trasporti (Tran) ha approvato con 35 sì, 6 no e 1 astenuto il documento della relatrice e coordinatrice del gruppo di lavoro sul processo di rielaborazione della riforma del sistema ferroviario europeo. L’esame della Commissione è avvenuto in seconda lettura e nella relazione della Serracchiani sono stati raccolti i contributi del dibattito.In una nota, la Serracchiani spiega che “il parlamento europeo ha detto sì alla separazione tra gestione della rete e dei servizi ferroviari passeggeri e alla creazione di authority nazionali ‘forti e indipendenti’ che garantiscano la trasparenza nei prezzi dei biglietti e ‘verifichino l’accesso al mercato e le competenze sull’accesso ai servizi’: principi sui quali la Germania era fortemente conservatrice e la nostra impresa nazionale voleva che tutto restasse com’è – scrive la deputata europea.
La nota spiega ancora che “il Parlamento ha dato mandato a chiedere che la Commissione europea faccia proposte per l’apertura del mercato passeggeri entro il 31 dicembre 2012 e la separazione fra gestori delle infrastrutture e dei servizi. Le condizioni ed i prezzi per l’allocazione delle tratte e l’accesso ai servizi dovranno essere basate su calcoli trasparenti ed includere gli incentivi per la riduzione del rumore ed equipaggiare i treni con sistemi di controllo europei. Inoltre per consentire una solida pianificazione degli investimenti per le infrastrutture, si propongono contratti di finanziamento pubblico della durata di almeno cinque anni”, si legge nel documento.
La Serracchiani osserva che “la rete di authority nazionali per le ferrovie è lo strumento per una concorrenza più leale e che sia sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa. Il voto di questa settimana è un risultato di grande rilievo, anche se rimane ancora della strada da fare e abbiamo degli obiettivi da consolidare. In questo momento va posto l’accento sul ruolo che è stato assicurato al regolatore nazionale, perché è lo strumento con cui si garantisce un accesso non discriminatorio al mercato ferroviario e quindi per una concorrenza più leale. Una concorrenza che vedremo sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa, e i cui effetti dovranno farsi sentire sui parametri della sicurezza, in primo luogo, così come sui costi. Perché, non sarebbe un risultato auspicabile se l’adeguamento dell’Italia all’Europa consistesse soprattutto in ritocchi all’insù dei prezzi di quello che una volta era un mezzo di trasporto popolare”, conclude la deputata italiana delegata alla guida del processo europeo di recast ferroviario.
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l’esperienza ci insegna che bisogna fare un passo alla volta e possibilmente tutti insieme. In Europa, l’Italia è uno dei paesi che ha liberalizzato di più nel campo ferroviario, consentendo anche la reciprocità con le Imprese Nazionali Straniere, cosa che non avviene in altri paesi che intendpo imporre il proprio modelllo di liberalizzazione (meglio dire arroccamente nelle poprie forntiere).
La relazione della Serracchiani, che da sempre si batte per la liberalzzazione della rete ferroviaria, non tiene conto, a mio avviso, di un elemento essenziale scaricando di fatto sul lavoro e sui lavoratori detta “liberalizzazione”.
Occorre:
1) Individuare quale contratto di settore deve essere applicato. Quello della Mobilità, in dirittura d’arrivo, tiene conto sia dei carichi di lavoro che della SICUREZZA d’esercizio per il trasporto dei mezzi, cosa non secondaria per la SICUREZZA dei cittadini;
2) Definire, in un libero accesso alla rete con quali regole, con quale salvaguardia occupazionale per coloro che vi operano?
3) Confrontari con le parti sociali per concordare un percorso che salvaguardia e regoli tale “Liberalizzazioni”.
Prego far pervenire all’on.Serracchiani, un orgoglio per l’Italia, le più vive felicitazioni per l’opera compiuta e per i risultati raggiunti.
Grazie Eugenio Muzio