Categoria: DALL'ESTERO

(FERPRESS) – Roma, 4 GIU – “L’Italia ha diritto ad essere ammessa dalla Slovenia al processo decisionale nell’ambito della direttiva VIA per la realizzazione del raddoppio ferroviario Capodistria – Divaccia».

Lo afferma l’europarlamentare membro della commissione Trasporti, Debora Serracchiani (Pd), riferendo la risposta ricevuta dal commissario europeo all’Ambiente, lo sloveno Janez Potočnik, a una sua interrogazione in cui chiedeva “chiare informazioni e garanzie sull’impatto ambientale della ferrovia veloce che in territorio sloveno dovrà collegare il porto di Capodistria allo snodo di Divaccia, toccando l’adiacente Val Rosandra, in territorio italiano”.

Il progetto ‘Trieste-Divaccia’, relativamente al collegamento tra il porto di Capodistria e lo snodo di Divaccia, scrive Potocnik “rientra nel campo d’applicazione dell’allegato I, parte 7, lettera a), della direttiva VIA che rende obbligatoria una valutazione d’impatto ambientale ai fini della costruzione di tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza. Quanto ai progetti soggetti a VIA, l’articolo 7 della direttiva VIA prevede consultazioni transfrontaliere. Queste ultime – aggiunge il commissario europeo – possono essere avviate o da uno Stato membro sul cui territorio si intenda realizzare il progetto o da uno Stato membro su cui il progetto potrebbe avere ripercussioni significative”.

Secondo Serracchiani “è una risposta che ci rassicura sull’attenzione, la correttezza e l’imparzialità con cui la Commissione europea vigila sul rispetto delle norme di tutela ambientale. E di questa puntualità dobbiamo saper fare buon uso, anche se il progetto del raddoppio al momento è assai rallentato dopo che la Slovenia è rimasta senza i fondi europei della Prospettiva finanziaria 2007-2013, in quanto non è riuscita a inviare a Bruxelles la documentazione necessaria”. Per l’europarlamentare “il rallentamento del progetto Capodistria-Divaccia e la necessità di aumentare il livello di competitività dei nostri porti, dovrebbe convincere Italia e Slovenia a puntare, assieme con determinazione, alla realizzazione di quella manciata di chilometri di ferrovia che servono a collegare il porto di Trieste e quello di Capodistria. Sarebbe ora di capire – conclude – che in tempi di dura crisi come questa o si fa sistema o si affoga”.


Pubblicato da COM il giorno 4/6/2012 alle ore 14:48

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One Response

  1. Trieste 05 – 06 – 2012

    Breve riflessione sulla presunta necessità di realizzare una bretella ferroviaria interportuale tra lo Scalo Triestino e quello di Capodistria.

    Penso sia il caso di fare un pacato approfondimento in merito “alla discutibile esigenza più volte ribadita da parte dei nostri Politici ed Amministratori” relativa alla presunta doverosa realizzazione di una bretella ferroviaria interportuale della lunghezza di 6 km per collegare il Porto di Trieste con quello di Capodistria, pensando di poter quindi sopperire almeno temporaneamente alla mancata realizzazione della tratta Ronchi Divaccia del Corridoio N° 5. Mi riesce alquanto difficile immaginare quali potrebbero essere per noi i possibili reali vantaggi che questa bretella ferroviaria sarebbe in grado di generare, poiché già oggi le ferrovie Slovene risultano essere in affanno per assecondare le attuali esigenze dello Scalo, data la citata situazione come pensiamo che questa bretella possa realmente essere in grado d’incrementare la velocità e la capacità di penetrazione verso Nord / Est delle merci movimentate dallo Scalo Triestino ???

    In tema di pianificazioni per nuovi tracciati ferroviari, non dobbiamo sottovalutare il fatto che i Porti normalmente per loro natura non sentano assolutamente la necessità di poter disporre di un Collegamento Commerciale diretto tra le loro banchine, ” in quanto la priorità delle loro esigenze ” rimane essenzialmente quella di poter contare su delle reti e collegamenti gomma/rotaia che siano realmente in grado di favorire e velocizzare la penetrazione sul territorio dei flussi merceologici verso quelli che sono i loro rispettivi mercati di riferimento “e non certamente l’oneroso palleggiamento delle merci tra gli Scali”.

    Mi sembra che i presunti vantaggi per lo Scalo Triestino che sarebbero alla base della spesso ribadita esigenza di dover realizzare una bretella ferroviaria Interportuale tra Trieste / Capodistria, in attesa che sia disponibile la Ronchi Divaccia del Corridoio N°5 siano purtroppo soltanto una nostra pia illusione poiché anche il già pianificato raddoppio della tratta Slovena > Capodistria Divaccia < sembra sia dimensionato per sanare essenzialmente le loro attuali carenze e le loro presumibili future esigenze, e quindi saranno difficilmente disponibili giornalmente per noi "quelle diverse decine di Tratte Ferroviarie sulla linea – Trieste – Capodistria – Divaccia -" che eventualmente dovrebbero sopperire a quelle che presumibilmente potrebbero essere le future notevoli esigenze dello Scalo Triestino, se saranno realmente realizzate nuove infrastrutture "come l’ampliamento del Molo VII oppure il più volte ventilato nuovo Molo VIII".

    Se vogliamo sopperire alle attuali nostre esigenze in tema di reti ferroviarie, credo che almeno per il momento sarebbe molto più opportuno che in attesa della realizzazione del Corridoio N° 5, si cercasse di pianificare alcuni significativi interventi per ottimizzare la funzionalità le potenzialità e lo sfruttamento degl’attuali sottoutilizzati collegamenti esistenti tra il Porto Nuovo e la Stazione di Opicina via Cattinara e quello tra il Porto Nuovo Stazione di Campo Marzio e Circonvallazione via Aurisina, magari utilizzando anche qualche locomotore supplementare per poter sopperire alle elevate pendenze riscontrabili in alcuni tratti di questi vetusti tracciati. Poi logicamente l’ottimizzazione dovrebbe interessare pure l’eliminazione di alcuni colli di bottiglia presenti su alcune storiche e naturali nostre direttrici, “ a Est Opicina / Divaccia e Gorizia, ed a Nord Tarvisio / Brennero per il Corridoio Baltico “ poiché soltanto in questo modo saremo in grado di assicurare allo Scalo Triestino in tempi ragionevolmente contenuti dei collegamenti adeguati con quelle che sono e saranno le esigenze di quelli che si possono considerare i nostri attuali e futuri mercati di riferimento.

    Quindi penso che obbiettivamente dovrebbe essere abbastanza condivisibile l'affermazione che questa bretella non sarà purtroppo mai potenzialmente in grado di riuscire ad alleviare “nemmeno parzialmente” quelle che sono le nostre attuali gravi carenze in fatto di collegamenti ferroviari verso Nord / Est, mentre l’iniziativa sarebbe invece particolarmente apprezzabile e giustificata se la bretella ferroviaria Trieste Capodistria fosse finalizzata prioritariamente alla necessità di creare una sorta "di Metropolitana Leggera" per facilitare la mobilità delle persone tra la Costa Istriana e quella Triestina, poi eventualmente per acrescerne maggiormente il grado di fruibilità/redditività dell'infrastruttura il collegamento potrebbe arrivare magari anche fino all'Aeroporto di Ronchi.

    Brunello Zanitti Giuliano

    Nb. Ulteriori approfondimenti ed immagini su Porti Logistica e Collegamenti gomma/rotaia, si possono trovare sul mio sito web http://www.triesteparolando.eu