(FERPRESS) – Milano, 24 MAG – La notizia ha dell’incredibile ed i titoli dei giornali di Milano sono strillati a partire dalla Repubblica: “Linea 5 della Metropolitana, perchè Roma ha detto di no”
Roma (governo, comune, ministeri, non è dato sapere) che c’entrano con l’inaugurazione di un tratto della nuova linea della Metropolitana? Molto poco, ma qualcuno potrebbe non saperlo. E allora facciamo un passo indietro.
Si sta costruendo una quinta linea subway del sistema milanese. Si tratta di un sistema automatico leggero. Il progetto viene da lontano e procede con i tempi (più o meno) stabiliti e si prevede l’apertura al pubblico dopo gli “stress test” e il previsto periodo di rodaggio.
Poi arriva la novità: il Papa andrà a Milano in occasione del Family Day il 3 giugno prossimo dove si prevede una massiccia partecipazione. La Nuova linea sarebbe molto utile. La tratta da inaugurare è la Zara – Bignami. I fedeli avrebbero dovuto servirsene per recarsi a Bresso in aeroporto dove è prevista il grande raduno.
Si agita Formigoni, si agita il mondo cattolico milanese e qualcuno pensa di anticipare l’apertura per l’occasione. Si pedala ma forse aprire una linea di metropolitana senza completare tutte le operazioni preliminari non è una grande idea, neanche con l’assistenza indiretta del Santo Padre.
L’amministrazione comunale è cauta, devono ancora esser consegnati i treni, mancano le verifiche dei vigili del fuoco, gli ispettori del ministero devono ancora fare la loro relazione per concedere o meno il nulla osta. Come sempre succede, ci sarà qualche deroga, ma precise indicazioni saranno fatte e l’azienda si dovrà adeguare.
Si tratta, del sacrosanto principio del controllo terzo, della verifica indipendente, del contrasto di interessi che deve produrre il meglio, in termini di sicurezza per chi quella infrastruttura dovrà utilizzare.
Qualcuno comincia ad adombrare l’idea che dietro i ritardi possa esserci un atteggiamento troppo laico della giunta Pisapia. Smentite, minacce, vedremo, faremo. Fumo e fango sparso dal ventilatore dei giornali milanesi, su diverse aree schierati.
E nessuno avrà il coraggio di dire la verità: l’apertura di una infrastruttura complessa, nuova e innovativa, non può essere condizionta dall’avventura, o dalla polemica politica.
Andranno in autobus o in tram le famiglie del Family e non con le nuove vetture a guida automatica di Ansaldo Breda. Non sarà la fine del mondo e non sarà certo, come addirittura arriva a dire un editoriale di Repubblica/Milano “un danno grave che rischia di bruciale il piccolo patrimonio di credibilità e di efficienza che la Giunta Pisapia di era guadagnata con l’inappunbtabile gestione di una partita complessa come quella dell’Area C”.
E se una colpa andrà ricercata, si dovrà indagare tra chi ha suggerito accelerazioni fuori luogo.
Alle fonti anonime raccolte nei corridoi di Palazzo Marino che sostengono un motivo squisitamente politico della bocciatura – “ il Governo di Roma non ci ama molto in questo periodo, anche per le posizioni che abbiamo preso sull’Imu” – non vale la pena, evidentemente di rispondere. La MM5 aprirà, quando tutto sarà apposto.
MM5 di Milano: il 3 giugno il Papa non andrà al Bresso in Metro per il Family Day. La linea non è pronta
(FERPRESS) – Milano, 24 MAG – La notizia ha dell’incredibile ed i titoli dei giornali di Milano sono strillati a partire dalla Repubblica: “Linea 5 della Metropolitana, perchè Roma ha detto di no”
Roma (governo, comune, ministeri, non è dato sapere) che c’entrano con l’inaugurazione di un tratto della nuova linea della Metropolitana? Molto poco, ma qualcuno potrebbe non saperlo. E allora facciamo un passo indietro.Si sta costruendo una quinta linea subway del sistema milanese. Si tratta di un sistema automatico leggero. Il progetto viene da lontano e procede con i tempi (più o meno) stabiliti e si prevede l’apertura al pubblico dopo gli “stress test” e il previsto periodo di rodaggio.
Poi arriva la novità: il Papa andrà a Milano in occasione del Family Day il 3 giugno prossimo dove si prevede una massiccia partecipazione. La Nuova linea sarebbe molto utile. La tratta da inaugurare è la Zara – Bignami. I fedeli avrebbero dovuto servirsene per recarsi a Bresso in aeroporto dove è prevista il grande raduno.
Si agita Formigoni, si agita il mondo cattolico milanese e qualcuno pensa di anticipare l’apertura per l’occasione. Si pedala ma forse aprire una linea di metropolitana senza completare tutte le operazioni preliminari non è una grande idea, neanche con l’assistenza indiretta del Santo Padre.
L’amministrazione comunale è cauta, devono ancora esser consegnati i treni, mancano le verifiche dei vigili del fuoco, gli ispettori del ministero devono ancora fare la loro relazione per concedere o meno il nulla osta. Come sempre succede, ci sarà qualche deroga, ma precise indicazioni saranno fatte e l’azienda si dovrà adeguare.
Si tratta, del sacrosanto principio del controllo terzo, della verifica indipendente, del contrasto di interessi che deve produrre il meglio, in termini di sicurezza per chi quella infrastruttura dovrà utilizzare.
Qualcuno comincia ad adombrare l’idea che dietro i ritardi possa esserci un atteggiamento troppo laico della giunta Pisapia. Smentite, minacce, vedremo, faremo. Fumo e fango sparso dal ventilatore dei giornali milanesi, su diverse aree schierati.
E nessuno avrà il coraggio di dire la verità: l’apertura di una infrastruttura complessa, nuova e innovativa, non può essere condizionta dall’avventura, o dalla polemica politica.
Andranno in autobus o in tram le famiglie del Family e non con le nuove vetture a guida automatica di Ansaldo Breda. Non sarà la fine del mondo e non sarà certo, come addirittura arriva a dire un editoriale di Repubblica/Milano “un danno grave che rischia di bruciale il piccolo patrimonio di credibilità e di efficienza che la Giunta Pisapia di era guadagnata con l’inappunbtabile gestione di una partita complessa come quella dell’Area C”.
E se una colpa andrà ricercata, si dovrà indagare tra chi ha suggerito accelerazioni fuori luogo.
Alle fonti anonime raccolte nei corridoi di Palazzo Marino che sostengono un motivo squisitamente politico della bocciatura – “ il Governo di Roma non ci ama molto in questo periodo, anche per le posizioni che abbiamo preso sull’Imu” – non vale la pena, evidentemente di rispondere. La MM5 aprirà, quando tutto sarà apposto.