(FERPRESS) – Roma, 17 MAG – I cittadini italiani sono mediamente insoddisfatti dei servizi relativi alla sussidiarietà forniti nelle rispettive città. È quanto emerge dal Rapporto/2011, Sussidiarietà e… città abitabile, studio realizzato dalla Compagnia delle Opere Roma e Lazio insieme alla Fondazione per la Sussidiarietà e al Politecnico di Milano e presentato ieri al Tempio di Adriano alla presenza, tra gli altri, del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti e del presidente della CCIAA Giancarlo Cremonesi.
La media delle diverse voci, tra cui case popolari, verde pubblico, gestione dei rifiuti e trasporti, difficilmente ha superato il 5.Se il grado di conoscenza delle tematiche trattate si attesta, mediamente, sul 6, il giudizio sulla qualità dei servizi raggiunge la sufficienza solo a Verona (6,03), Torino (6,05), Firenze (6,15) e Bologna (6.08). Bocciate con poco più di 3 Palermo e Napoli, mentre Catania e Genova superano appena il 4. Se si analizza poi la soddisfazione per le iniziative del Comune si scopre che solo Torino e Firenze hanno ottenuto il 6 mentre sulla percezione di sussudiarietà nessuna delle 12 città analizzate raggiunge un voto positivo.
Non raggiunge la promozione nemmeno la Capitale che si attesta, secondo il Repporto 2011 su un 5,13 vicino alla media nazionale di 5,17.
Verde pubblico e trasporti, superano di poco il 5. La soddisfazione per le iniziative messe in campo dal Comune ha ricevuto un 5,09, dato esattamente corrispondente alla media delle altre città in esame. Ma a deludere sono, in particolare, la pulizia delle strade e la gestione dei rifiuti (4,91 con una media nazionale di 5,25) e le case popolari (4,94 con una media nazionale di 4,84)
Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, ha sostenuto che ”in un momento di crisi che rischia di colpire sempre i soliti, noi non possiamo arrenderci e alzare le spalle semplicemente dicendo non ci sono più i soldi. I diritti non vanno monetizzati, e anche davanti a una situazione difficile bisogna porsi il problema di come rendere socialmente accettabile la nostra comunitàe come far sì che le persone non si sentano sole”.
Gianni Alemanno ha sottolineato la “necessità di compiere scelte che vanno nella direzione della difficile strada della sussidiarietà”.
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