Categoria: LOGISTICA

(FERPRESS) – Roma, 3 MAG –  Variante di Valico a rischio a causa dell’enorme frana riscontrata in località Ripoli. L’ultima notizia shock riguarderebbe un rapporto consegnato dai periti della stessa azienda che sta realizzando i lavori, la Toto costruzioni, secondo cui è a rischio anche il tratto autostradale costruito finora.

In teoria, sembrerebbe trattarsi d un problema di enormi dimensioni, capace di mettere a rischio investimenti miliardari e il destino di un’opera di cui si discute dal 1985, cioè da trentasette anni. Ferocemente contestata per anni dagli ecologisti, fu poi tra le prime opere che il ministro dei Lavori Pubblici dell’epoca, Antonio Di Pietro, volle portare avanti, giungendo nel 1997 alla firma della convenzione tra Autostrade ed Anas per la realizzazione dei 66 chilometri di nuovo percorso autostradale tra Barberino del Mugello e Sasso Marconi (di cui 37 chilometri  su un tracciato interamente nuovo – la Variante appunto – che corre quasi interamente in viadotto o in galleria). I lavori veri e propri sono cominciati poi solo nel 2001, ma i tempi di realizzazione si sono comunque dilatati: l’ultima previsione indica che i lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2013.

Ma sul cammino di quest’opera che rispecchia tutta la fatica di realizzare opere infrastrutturali (pur di grande complessità, considerati soprattutto i problemi geologici ed orografici di un territorio come quello italiano, e in particolare del versante appenninico) sembra ora ergersi un nuovo ostacolo di dimensioni apparentemente incalcolabili, vale a dire il movimento franoso della montagna in corrispondenza del paese di Ripoli e della galleria che attraversa il territorio della Val di Sambro.

Quel che finora è stato accertato è che i lavori di realizzazione della galleria hanno innescato un movimento franoso della montagna, testimoniato da alcuni danni e lesioni già riscontrati in alcuni manufatti. A seguito di ciò, si sono mosse sia la Prefettura di Bologna per le opere di protezione civile sia la magistratura, che ha disposto un’inchiesta.

L’ultima notizia riportata dal quotidiano “Corriere di Bologna” è che i tecnici incaricati dalla Toto Costruzioni di operare una perizia  sull’andamento del movimento franoso (che dovrebbe riguardare una quantità di terreno del peso di circa 30-40 milioni di metri cubi) avrebbero consegnato al pm Morena Plazzi uno studio in cui verrebbe affermato testualmente che la frana “nel corso degli anni renderà del tutto inutilizzabile l’autostrada che corre dentro la galleria”.

Probabilmente, la notizia sarà smentita o, perlomeno, le conclusioni dei tecnici verranno attenuate nei loro effetti. In realtà, altre perizie e studi dei tecnici spiegano che nessuno è in grado di determinare esattamente quale sarà l’evoluzione della frana: tanto è vero che finora si sta soprattutto lavorando a costruire un efficace sistema di monitoraggio, in grado di segnalare con il dovuto anticipo tutti gli eventuali segnali di pericolo. I lavori di costruzione del tratto autostradale, dopo un’interruzione, sono ripresi subito dopo Pasqua e continuano, anche se con maggiore attenzione e – soprattutto – con continui sistemi di monitoraggio.

In un paese come l’Italia, proprio le difficoltà naturali di realizzazione di un’opera dovrebbero imporre una semplificazione e una velocizzazione degli iter burocratici e autorizzativi: altrimenti non vi è speranza a dovera aspettare quasi mezzo secolo per completare qualsiasi opera infrastrutturale.


Pubblicato da AD il giorno 3/5/2012 alle ore 14:54

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