(FERPRESS) – Firenze, 20 APR – “Le aree urbane in Italia sono uno straordinario motore di crescita economica e di creatività. Con le giuste politiche, proprio le città possono diventare il volano per uscire dalla crisi attraverso una prospettiva incentrata su qualità, innovazione e integrazione sociale”. Lo hanno dichiarato l’assessore ai trasporti della Regione Toscana, Luca Ceccobao e il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, in apertura del convegno Treniincittà.
Ma è proprio nelle aree metropolitane che si rileva il maggior disagio e i problemi più acuti dovuti alla congestione del traffico e la maggior crescita della domanda pendolare e di trasporto pubblico locale, che però non trova risposta in un servizio all’altezza, dopo i pesanti tagli di questi anni operati dal Governo, per cui sono in circolazione un numero di treni inadeguato con carrozze spesso vecchie e affollate.“In aree urbane così densamente abitate – ha aggiunto Edoardo Zanchini – una mobilità pubblica incentrata sulle ferrovie suburbane e metropolitane, con una vera attenzione ai pendolari e una attenta integrazione del servizio con il trasporto pubblico locale e con la rete dei percorsi ciclabili, può rappresentare una risposta vera ai problemi di congestione e un alternativa concreta e attraente all’utilizzo dell’automobile. L’Italia è tra i pochi paesi europei a non avere una politica specifica e un Ministero dedicati alle aree urbane. E proprio qui si sono accumulati i più gravi ritardi e le più gravi mancanze, con il 70% delle risorse nazionali che continua ad andare alle grandi opere e, in particolare, a strade e autostrade, trascurando completamente le città”.
“In un momento di difficoltà servono risposte innovative – ha dichiarato l’assessore regionale Luca Ceccobao -, è in atto una contraddizione che dobbiamo superare, mentre la crisi e l’aumento dei carburanti hanno generato nuova domanda di mobilità pubblica, le risorse dal livello centrale diminuiscono l’offerta di trasporto pubblico locale e ferroviario. Servono risorse per infrastrutture e per investimenti, ma serve anche una nuova capacità progettuale che innovi il settore della mobilità, puntando su velocità, semplicità, comfort e servizi sempre più innovativi ed integrati di trasporto pubblico. Penso al trasporto ferroviario integrato con le tramvie e le metropolitane, ma anche alle piste ciclabili, all’importanza di realizzare parcheggi scambiatori e corsie preferenziali per i bus. Le grandi aree metropolitani e i territori periferici hanno diverse esigenze, che vanno soddisfatte entrambe in modo appropriato”.
La conferenza TreniinCittà ha trattato tutti gli aspetti della mobilità, con suggerimenti e proposte:
Spostare nelle aree urbane la priorità degli investimenti infrastrutturali. Una grande questione politica nazionale, perché solo con nuovi investimenti sarà possibile recuperare i ritardi e rafforzare il sistema ferroviario nelle aree metropolitane; realizzare nuove stazioni, valorizzare integrazione e interscambio. Ma soprattutto, comprare nuovi treni e potenziare il servizio lungo le direttrici principali (interventi, questi, attualmente non finanziati né considerati prioritari).
Trovare nuove risposte per il Governo delle aree metropolitane, per dare risposta ai cambiamenti del territorio con più adeguati modelli amministrativi. A vent’anni dal fallimento della Legge 142/1991 e mentre si discute dell’abolizione delle Province, occorre guardare in modo nuovo ai problemi del territorio. Perché è evidente che per queste aree dove vive oltre il 40% della popolazione, la responsabilità per gli investimenti deve essere (anche) di competenza nazionale. Ma occorre anche definire delle strategie della mobilità e territoriali, della casa e dei servizi in rete, che sia in capo a un nuovo livello amministrativo sovra comunale con nuovi e specifici poteri.
La liberalizzazione del servizio ferroviario regionale non è la soluzione dei problemi, se non è accompagnata da nuove risorse e da chiari obiettivi pubblici di indirizzo e gestione. I migliori esempi a livello europeo di mobilità pubblica ferroviaria suburbana e di trasporto pubblico locale sono accomunati da un chiaro modello di governo e da una regia pubblica che ha il compito di definire chiaramente obiettivi, di operare i controlli e intervenire con sanzioni. In questa direzione sarà quindi indispensabile definire al più presto il ruolo della nuova Authority dei Trasporti.
Mettere al centro gli utenti della mobilità, i milioni di pendolari delle aree urbane, che meritano la stessa attenzione degli utenti dell’Alta Velocità ferroviaria. Se si vuole puntare ad aumentare gli utenti e a potenziare il servizio, occorre operare una rivoluzione nell’attenzione e interlocuzione diretta con cittadini e comitati pendolari, nella disponibilità all’ascolto e al confronto che permette di migliorare il servizio e fidelizzare i viaggiatori.
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