Categoria: LOGISTICA

(FERPRESS) – Roma, 21 MAR – Crescono i danni causati dal fermo bisarche in atto ormai da un mese. Autovetture incendiate, lanci di sassi dai cavalcavia, autisti aggrediti e minacciati, presidi di blocco che costringono anche chi vuole lavorare a fermarsi. Episodi che non possono certo definirsi pacifici, come dichiarano i promotori della protesta.

Il fermo prosegue ad oltranza, nonostante la disponibilità a favorire il confronto dimostrata dai principali attori della filiera, compresa ANITA – che rappresenta le imprese di autotrasporto più grandi in Italia, tra le quali anche quelle che trasporto vetture – e che fin dallo scorso febbraio, prima che cominciasse la protesta, si era resa disponibile a favorire il dialogo tra le imprese del comparto.

“Non comprendo perchè in Italia si assista periodicamente a simili azioni di protesta senza che nessuno intervenga”, ha dichiarato Eleuterio Arcese, presidente di ANITA.

“Le imprese che rappresento continuano a segnalarmi l’impossibilità di svolgere le propria attività perché subiscono minacce, intimidazioni e danni ai propri mezzi”.

“E’ inaccettabile che un’autista possa rischiare la vita perché la sua bisarca carica di vetture viene incendiata”, come è avvenuto nei giorni scorsi (e le immagini in allegato lo documentano).

“I rappresentanti di tali organizzazioni continuano a ricorrere allo strumento del fermo dei servizi in modo irresponsabile e incivile causando danni all’economia del Paese. Fiat ha chiuso alcuni stabilimenti e bloccato la produzione delle auto e a pagarne le conseguenze sono gli operai delle fabbriche, i dipendenti dei concessionari e tutti i lavoratori che operano nella filiera che rischiano la perdita del lavoro e la cassa integrazione”.

“Non si può bloccare un settore produttivo per rivendicare dei costi – ha sottolineato Arcese -. Questi vanno negoziati con i propri committenti. Il Governo non può continuare ad assistere a tale situazione senza far nulla. Tali azioni danneggiano non solo la filiera dell’automotive ma l’intera collettività. Ci aspettiamo che nelle prossime ore il ministero dell’Interno intervenga per ripristinare l’ordine e la legalità”, conclude il presidente di ANITA.


Pubblicato da COM il giorno 21/3/2012 alle ore 13:03

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