Categoria: FERROVIE

(FERPRESS) – Roma, 9 DIC  – “Stupore seguito da grande rammarico, preoccupazione e indignazione, sono state le sensazioni che hanno colpito Fast-Confsal nel venire a conoscenza che le 28 soppressioni dei treni regionali non sono da imputare a Trenitalia ma bensì a scelte del Governo Regionale”. Queste le dichiarazioni del segretario regionale Marche di Fast, Gianluca Cecchini diffuse da una nota.

 “Trenitalia – spiega Cecchini – nel consegnare alle O.O.S.S. Nazionali l’informativa riguardante la ripartizione nazionale dei servizi regionali per il prossimo cambio orario dell’11 dicembre afferma che l’offerta programmata, per il prossimo anno, è sostanzialmente confermata rispetto a quella attualmente effettuata. Inoltre, l’informativa, al punto specifico che riguarda la Direzione Regionale Marche, conferma, per il 2012, l’attuale produzione”.

“Analizzando, nello specifico regione per regione, il documento ferroviario – prosegue Cecchini – si evince che per Trenitalia non sono previsti tagli, anzi ci sono delle regioni che incrementano il traffico ferroviario.

In verità la Puglia attua una riduzione della produzione, ma è dovuta alla chiusura delle linee colpite dagli smottamenti dell’ultima alluvione; però i treni saranno sostituiti con bus.

Alla luce di quanto sopra non si capisce quale sia il disegno politico regionale, nel voler privare i cittadini di un mezzo di trasporto, sicuro, non inquinante ed economico.

Non considerare il trasporto ferroviario come servizio pubblico essenziale denota una scarsa consapevolezza del reale disagio che si crea, sopra tutto in un periodo di crisi come questo. Consapevolezza che invece hanno avuto le altre Regioni”.

La FAST ricorda che prima che venisse promulgata la manovra finanziaria “salva Italia”, tutte le regioni si lamentavano paventando tagli senza un’adeguata copertura finanziaria da stato. Ora che la manovra è stata fatta, ora che i fondi per il trasporto ferroviario sono stati reperiti attraverso l’aumento dell’accisa sul carburante; ora che quindi ci sono i soldi e sono soldi dei cittadini, viene da chiedersi come mai di tutte le regioni italiane solo nelle Marche si sopprimono treni?

Cancellazioni che non andranno a pesare solo sull’utenza, ma che rischiano di aprire uno scenario di forte contrazione occupazionale per figure e qualifiche ferroviarie quali macchinisti, capotreni, operai d’officina e dipendenti delle imprese di pulizia.

“Dei 28 treni soppressi – conclude Cecchini – più della metà interessano la zona dell’alto maceratese e del fabrianese. Non vorremmo assistere al solito film dove cambia il titolo ma il finale è sempre lo stesso: dismissione!! Non vorremmo che la strategia regionale sia quella di affossare il trasporto locale ferroviario, per poi svenderlo a qualche società privata dicasi ad esempio l’abruzzese Sangritana. Società, che guarda caso, proprio in questi giorni sta facendo circolare i propri convogli (per ora non abilitati al servizio viaggiatori) proprio sui tratti di linea interessati dai tagli. Grazie alla scellerata scelta regionale, il trasporto ferroviario marchigiano rischia di diventare un’autentica polveriera sociale.

Tutto ciò per la FAST è intollerabile e pertanto invita gli organi istituzionali regionali ad attivarsi per rivedere nel più breve tempo possibile le scelte fatte, e scongiurare quest’ulteriore degrado che la nostra regione e la collettività marchigiana non merita”.[/dc]


Pubblicato da COM il giorno 9/12/2011 alle ore 13:27   -   Riproduzione riservata 
 

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