(FERPRESS) – Roma, 6 SET – “Oggi per la prima volta abbiamo cominciato a sentire parlare la politica seriamente di ferrovia come strumento di crescita del Paese. Ci rallegriamo per l’accuratezza e la qualità degli studi esposti, in particolare quello della Ernst &Young e, pur nella drammaticità del quadro disegnato, li consideriamo un’ottima base dalla quale sviluppare una strategia di ampio respiro per il rilancio della Logistica”.
E’ quanto dichiarato dal vicepresidente di Assoferr, Guido Gazzola, in merito alla riunione di presentazione dei nuovi studi sul Piano della Logistica tenutasi questa mattina a Roma.“L’ing. Moretti ha toccato sul vivo la politica nell’ambito degli incentivi, a noi spetta il dovere di rincarare la dose, ricordando però che gli ostacoli geofisici italiani non possono essere una giustificazione alla rinuncia alle infrastrutture ferroviarie. Anzi, come ha sottolineato il Prof. Paolo Costa, l’abbandono dei richiami alla green economy e quindi all’incentivo alla ferrovia, può essere estremamente dannoso. Con responsabilità i privati dovranno sviluppare iniziative che si sposino con le strategie industriali del Paese. Ma la strategia industriale del nostro Paese non può e non potrà prescindere dagli operatori privati e dalla ferrovia anche sulle medie distanze”.
“La via – continua Gazzola -non sono gli incentivi urbi et orbi per far sopravvivere le aziende, di qualsiasi comparto logistico. Le vie sono la semplificazione normativa e solo quegli incentivi che si sposino con il piano logistico e con l’incremento degli investimenti del post-Viareggio legati agli incentivi sulla sicurezza. Ci sono aree di priorità nazionale che vanno sostenute, l’aumento dei costi riduce infatti la competitività del comparto ferroviario e allunga la distanza minima a cui si raggiunge il break even. Per fare un esempio, in Germania, già con ritardo di un paio d’anni rispetto alla Svizzera, vengono riconosciuti a fondo perduto gli investimenti per il rispetto della normativa europea sul rumore per i carri merci. In Italia di queste cose ancora non si parla e i forecast per il 2011 parlano di una riduzione ulteriore del 20 per cento tonnellate/chilometro rispetto al 2010. E’ il momento di agire”.
“Un’ultima nota – conclude il vicepresidente di Assoferr – è un invito alle Commissioni Trasporti di Camera e Senato a rilasciare parere positivo in tempi rapidi per il regolamento che consenta all’ANSF di essere pienamente operativa assumendo direttamente il personale per lo svolgimento della propria attività”.
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